Il capitano della nostra nazionale, in seguito a quanto successo nell’incontro Nuova Zelanda – Italia di Sabato scorso, è stato considerato colpevole per “eye gouging” (cioè di avere infilato le proprie dita negli occhi dell’avversario). Alcuni replay mostrano chiaramente la situazione nella quale la mano di Parisse scivola sulla faccia di Isaac Ross, e finisce nella parte laterale dell’occhio. Senza cercare troppe giustificazioni per Parisse, che ha commesso una grave scorrettezza, c’è da dire che lo ha fatto prendendo da dietro l’avversario, senza la consapevolezza di dove si trovasse la sua mano, ed in una situazione di gioco aperto.
Queste attenuanti sono state considerate dalla commissione che lo ha giudicato e quindi, anziché le 14 settimane che prevede questo “reato” sono state inflitte 8 settimane di squalifica a Parisse: considerato il fatto che la stagione agonistica è ferma nell’Emisfero Nord, Parisse non potrà giocare dall’inizio di agosto fino a circa la fine di settembre.
Bene, giustizia è fatta. Forse.
La mancanza di uniformità che avviene in questi casi (e spesso la nostra nazionale si trova a subire una inferiorità “politica” della nostra Federazione), si è evidenziata nel giudizio di Schalk Burger, per ciò che ha fatto durante l’incontro Sud Africa – British and Irish Lions di Sabato pomeriggio. Burger dopo appena 30 secondi di gioco, ha deliberatamente, a gioco fermo, infilato le proprie dita negli occhi di Luke Fitzgerald. In questo caso la situazione è stata ben diversa: Fitzgerald era disteso a terra, e Burger ha cercato, intenzionalmente ed evidentemente i suoi occhi per infilarci le proprie dita. Il risultato è stato un cartellino giallo (ma non doveva essere rosso?) e 8 settimane di squalifica.
Non credo che ci sia bisogno di commentare oltre.