La candidatura dell’Italia alla Coppa del Mondo del 2015 e 2019 non è stata accettata, ed a vincere sono state Inghilterra (2015) e Giappone (2019). Resta sicuramente un po’ di amaro in bocca a tutti quanti, per un evento che avrebbe potuto portare un’ottima influenza al movimento. Verosimilmente sarà difficile avere una coppa del mondo prima del 2027 (sembrano date di un film di fantascienza, io avrò 42 anni), perché credo che nel 2023 si dovrà tornare nell’Emisfero Sud del mondo, per garantire un minimo di alternanza. Forse per quella data avremo un’organizzazione ed una nazionale più competitive, e anche l’IRB se ne sarà accorta?
Restano le motivazioni alla decisione della IRB, che sono legate ad una ripresa ed a un allargamento degli interessi, ed affiancati all’affacciarsi verso luoghi dove il rugby è meno diffuso (anche in chiave della candidatura del Rugby a 7 come sport Olimpico).
Per chi vuole approfondire suggerisco (i primi tre in inglese, l’ultimo in italiano):
- http://www.guinnesspremiership.com/news/11310.php
- http://www.irb.com/newsmedia/mediazone/pressrelease/newsid=2032853.html?cid=rssfeed&att=
- http://www.irb.com/newsmedia/mediazone/pressrelease/newsid=2032839.html?cid=rssfeed&att=
- http://www.federugby.it/news.asp?i=74227&s=2
E voi cosa dite?
Che dire, proprio non ci voleva!
Un mondiale in terriorio italiano entro il 2019 averebbe sicuramente aiutato a radicare ulteriormente e a far crescere il movimento di questo sport in una nazione prettamente calciofila.
Dispiace molto questa ciecità nei nostri confronti da parte dell’IRB, ma credo che potrebbe essere un altro stimolo per l’intero movimento per far vedere a tutti che l’Italia c’è.
2015 Inghilterra, non saremo molto vecchi quindi una spedizione in terra anglosassone non sarebbe male, è un pò che dico che ci devo tornare :=)
Bé, le valutazioni dell’IRB sono stae molteplici: le previsioni per il mondiale del 2011 in Nuova Zelanda non sono molto buone, perché c’è la crisi economica mondiale, perché la Nuova Zelanda è veramente molto lontana dal “resto del mondo”, perché gli orari delle partite saranno “scomodi” per gli europei ed i sud africani che le guarderanno in TV da casa. Quindi la paura è che il mondiale si un po’ un flop economico.
Evidentemente l’attrattiva italiana (il legare lo sport alle città d’arte, il poter creare degli impianti sportivi da condividere tra rugby e calcio) è stata sconfitta da un’organizzazione maggiore e da un’assicurazione di pubblico maggiore da parte degli inglesi, che a differenza nostra hanno già praticamente tutti gli impianti sportivi pronti per essere usati e possono concentrare le proprie risorse economiche su altri aspetti (il marketing, la promozione, eccetera).
In questo senso il fatto che il Sud Africa sia stato scartato va letto in una duplice maniera: in primo luogo i rapporti tra IRB e Sud Africa si sono un po’ incrinati dopo le vicende legate al tour dei Lions. Le critiche di Peter De Villiers (allenatore) e dei giocatori (vedi la striscia legata al braccio con la scritta “Justice for all”) sulle decisioni di squalifica per giocatori rei di aver commesso comportamenti gravemente antisportivi (Burger e Botha) non hanno portato un allentamento di alcune tensioni che esistevano da tempo con il rugby degli Springboks. Inoltre, gli alti prezzi dei biglietti hanno fatto materializzare l’incubo massimo della IRB, cioè gli stadi semivuoti in occasione dei più grandi eventi del nostro sporto. Chi seguiva già il rugby nel 2005, si ricorderà che invece in Nuova Zelanda non successe affatto così.
Quindi evidentemente l’Inghilterra ha assicurato un mix di tutti questi fattori.
Per quel che riguarda il Giappone il discorso è diverso. Il Giappone è sicuramente una nazione particolare, che vive tutti gli eventi che si svolgono nella propria terra con un vivo entusiasmo (ricordate i mondiali di calcio Giappone e Korea?) e dove sicuramente non mancano le possibilità di avere “terze parti” che investono ingenti somme di denaro. Il Rugby in Giappone sta prendendo piede: lo dimostrano l’interesse che c’è per la nazionale e l’attrattiva che c’è per molti giocatori professionisti (neozelandesi e australiani) di concludere la carriera proprio in Giappone, anziché in Europa. Inoltre la IRB deve dimostrare al CIO (Comitato Olimpico Internazionale) di fare di tutto per la promozione dello sport in tutti i continenti, in tutte le nazioni, anche dove non è ancora praticato. Per questo credo si sia deciso di portare il Rugby in Giappone, in modo tale da coprire anche l’Asia come continente interessato da questo tipo di evento. Fino adesso abbiamo avuto solo Europa (1991, 1999 e futuro 2015), Africa (1995) ed Oceania (1987, 2003 e futuro 2011). Anche in questo senso l’Italia risultava sfavorita.
Non mi stupirei se nel 2024 e 2027 ci fossero scelte azzardate, come Dubai e Stati Uniti. Ma credo che questo dipenderà da molteplici fattori, che ora non si possono giudicare.
Certo è che questa esperienza dimostra come bisogni arrivare alla candidatura già pronti per affrontare il mondiale, e non con un progetto che sia valido solo sulla carta. Senza offendere nessuno, l’Italia non è attualmente dotata delle strutture che può assicurare l’Inghilterra, e che sono realmente pronte per accogliere un mondiale.
Potevo fare un altro post invece che una risposta…
Inghilterra e Giappone a livello di strutture sportive sono nettamente superiori a noi su questo non c’è dubbio.
Questo dovuto al fatto anche che quando in questi stati costruisci un impianto lo si fa ne vero senso della parola quindi crei un impianto “sportivo” non un arena segregata da cancelli,fossati,barriere.
A livello di vere e proprie strutture siamo indietro anni luce, solo poche sono a livello di quelle inglesi, vedi Olimpico di Torino, San Siro, Olimpico di Roma e il Galileo Ferraris di Genova….mentre oltre Manica il discorso è diverso.
In Giappone dopo i recenti mondiali le struttore sono ottimali e se l’Italia aspetterà sempre che qualcuno ci assegni un evento importante su un buon progetto ma nulla di concreto penso che sia veramente dura accaparrarsi qualcosa (vedi il caso anche degli europei di calcio).
In pratica ci dobbiamo dare un mossa a livello di strutture in primis, e poi avendo un buona base le nostre eventuali candidature sarebbero sicuramente più “pesanti”.
Ti lascio questo link per vedere le strutture che sono in lizza per essere utilizzate per i mondiali del 2015. Nota che sono già tutte pronte, a parte Gloucester. E tutte vengono utilizzate benissimo (compreso l’immenso Wembley): link.
L’altra cosa impressionante è che hanno già deciso in quali stadi si giocheranno le partite “decisive”.
Davvero impressionanti, e tutti all’avanguardia.
In Italia di cantieri aperti per nuovi stadi c’è solo quello di Torino (sponda Juventus) che per capacità e fisionimia sarà alla pari degli stadi inglesi.
Ma vorrei far notare che la costruzione di questo impianto è stata avviata per volontà della stessa Juventus non per qualche intervento diretto statale, se dobbiamo aspettare altri progetti simili (solo a Firenze se ne sta parlando) o che intervenga lo stato in vista di eventi……..beh ne passerà di acqua sotto i ponti prima di vedere qualcosa di serio in Italia.
Bé, in realtà in Inghilterra il movimento viene fatto su entrambi i fronti. Nel Rugby è difficile (e non avrebbe molto senso) che i Club possano permettersi stadi da 80000 persone, rimarrebbero spesso vuoti per le partite di campionato. Quindi i club spesso sono proprietari di impianti di piccole e medie dimensioni, mentre gli stadi più grandi (come Twickenahm o Wembley) sono di proprietà della federazione (vedi Twickenahm) o sono pubblici e possono essere utilizzati da diversi sport (vedi Wembley). Io giudico positiva la voglia di club privati di avere il proprio stadio, ma sono d’accordo che sarebbe utile un intervento diretto, che più che statale, secondo me dovrebbe essere federale (leggi: a mio avviso è la FIR che dovrebbe iniziare a muoversi in questo senso).